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Un po' di storia

Nella società contemporanea la banda musicale svolge funzione culturale e di aggregamento sociale: fa conoscere al pubblico non abituato alle sale da concerto il piacere dell'ascolto, riunisce strumentisti in una passione che non conosce confini, permette ai neo-diplomati dei Conservatori di svolgere subito attività concertistica di fronte ad una platea, stimola la ricerca di spartiti dimenticati e la scrittura di composizioni originali. Scopo della banda è quindi quello di dilettare ed educare.

Il fascino della musica dal vivo in grandi spazi, la riproposta delle partiture tradizionali ed il rinnovamento del repertorio con trascrizioni di brani sinfonici e moderni, perpetua un arte che ha legami con etnie diverse e con un lontano passato. I Romani, oltre a complessi a fiato di tipo militaresco, avevano formazioni che suonavano in tornei e trionfi. Più tardi si costituirono corporazioni attive alle corti feudali e medioevali: Germania Inghilterra e Italia istituirono vere e proprie bande musicali, nuclei formati principalmente da ex suonatori girovaghi. Questi antichi complessi di trombe, viole, tamburi, pive, flauti e pifferi sono gli antesignani di quelli moderni e quindi il loro lavoro rappresenta un prezioso scrigno di esperienze al quale attingere: la rivalutazione in atto da qualche decennio di vecchi strumenti e vecchie ballate ne é la riprova. I Comuni e le Signorie impiegavano le formazioni strumentali in battaglia, per accompagnare i bandieratori e per qualche esecuzione pubblica dal XIII secolo. I primi complessi organici di strumenti a fiato con prevalenza degli ottoni ed a percussione adatti per concerti all'aperto risalgono al XV secolo. Anche se la musica militare ha contribuito allo sviluppo del complesso bandistico in maniera rilevante é improprio identificare i due generi poiché la musica per banda non é necessariamente a carattere militare: é più esatto associare quest'ultima alla fanfara che, essendo composta da ottoni e percussioni, può eseguire solamente marce. Storicamente, la banda rappresenta un ampliamento della fanfara per l'aggiunta dei legni che rendono possibile l'estensione del repertorio ai brani sinfonici e operistici. Adolphe Sax, studioso di flauto e clarinetto, nella seconda metà dell'Ottocento inventò e perfezionò diversi strumenti musicali  - alcuni dei quali presero il suo nome - permettendo anche alle formazioni bandistiche di arricchire la gamma sonora. Nel XVI sec. le truppe svizzere e francesi inglobarono regolari reparti di strumentisti, Luigi XIV e Federico Il contribuirono al successivo sviluppo bandistico in Europa, durante la rivoluzione francese le bande musicali venivano usate regolarmente per le feste civiche. Ottime partiture scritte appositamente per questi complessi sono accreditate a Mozart, Beethoven, Cherubini, Spontini, Strauss, Respighi, Weber, Berlioz, Listz, Wagner, Schonberg.

Illustri compositori dell'800 introdussero brani bandistici, da eseguire sulla scena o dietro le quinte, in alcune loro opere: Norma, Fidelio, Elisir d'amore, Emani, Traviata, Aida, eccetera. Il genere si sviluppò enormemente nel XIX sec. per merito anche delle musiche militari prussiane. In Italia furono i Comuni a incentivare la formazione di bande, in particolare quella di Roma fondata nel 1871 e successivamente diventata primo esempio di complesso moderno per il lavoro del suo direttore Vessella: 80 strumentisti con un ricco repertorio di musiche dedicate e trascrizioni da classici. Tra le Bande più famose ricordiamo: quelle della Marina e Aeronautica Militare, Carabinieri, Bersaglieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato, Divisioni Taurinense e Tridentina delle Truppe Alpine.

La banda è un complesso organico formato da strumenti a fiato, a percussione e, da pochi anni, anche da strumenti a corda ed elettronici; essi sono tuttora i protagonisti di un genere popolare che ha generato complessi di alto prestigio tecnico e spettacolare.

Curiosità - Ttrascrizioni bandistiche autografe di A. Vessella (1860-1929) sono state ritrovate recentemente nella biblioteca Palatina del Conservatorio "A. Boito" di Parma? Queste trascrizioni ed altre opere di autori italiani come Cherubini, Bellini, Rossini e Verdi hanno avuto la giusta rivalutazione nell'incisione discografica della "Staatorchester Stuttgart" diretta dal M. Gabriele Ferrio. Le ed. Molenaar hanno curato l'incisione di due cd intitolati "Verdi und die Banda" e "Banda2".

Gli strumenti della banda

L'editoria bandistica internazionale ha dettato negli ultimi decenni i nuovi gusti musicali e, di conseguenza, i nuovi autori affollano i repertori delle bande europee. Questo fenomeno di rinnovamento, ancora in corso nelle bande italiane ed in misura diversa anche in quelle straniere, sta comportando un adeguamento su vari fronti, tra i quali la terminologia che definisce gli organici, i generi musicali e gli strumenti.

Strumenti come il "Trombone cantabile", che alle soglie del 2000 possono solo evocare ricordi nostalgici, non compariranno in queste tabelle (comparative) perché la nostra attenzione è rivolta agli organici e di conseguenza agli strumenti attuali.

Sapersi districare in questa Babilonia di lingue, se a volte può essere semplice per la notevole somiglianza dei termini nelle varie lingue, a volte potrebbe diventare ingannevole (es. corno=trompe in spagnolo).
Credo utile questa tabella comparativa per semplificare il lavoro del Maestro, per evitare errori di interpretazione linguistica e, di conseguenza, di interpretazione musicale.

Tabella comparativa degli strumenti musicali

Italiano

Inglese

Tedesco

Francese

Spagnolo

Ottavino
Flauto
Oboe
Corno Inglese
Fagotto
Cl. Piccolo in Mib
Cl. Soprano in Sib
Clarinetto Contralto
Clarinetto Basso
Sassofono Soprano
Sassofono Contralto
Sassofono Tenore
Sassofono Baritono
Corno
Tromba
Trombone
Flicorno Sopranino in Mib
Flicorno Soprano in Sib
Flicorno Contralto in Mib
Flicorno Tenore in Sib Flicorno Baritono
Contrabasso
Tuba in Mib/Sib/Fa

C Piccolo
C Flute
Oboe
English-Horn
Bassoon
Eb Clarinet
Bb Clarinet
Basset-Horn (Alto Clarinet)
Bass Clarinet
Soprano Saxophone
Alto Sax
Tenor Sax
Baritone Sax
Horn
Trumpet
Trombone
Eb Flugel Horn
Bb Flugel Horn
Eb Alto
Bb Tenorhorn (Bantone)
Euphonium
Bass
(Tuba)  (U.S.A.)

Kleine-flöte
Grösse Flöte
Hoboe
Englischen Horn
Fagott
Klarinette Kleine
Klarinette
Alt-Klarinette
Bass-Klarinette
Sopransaxophon
Altsaxophon
Tenorsaxophon
Baritonsaxophon
Horn
Trompete
Posaune
Es Flügelhorn (Piston)
Flügelhorn
Althorn
Tenorhorn
Tenortuba
Bass

Petite-Flüte
Flöte
Hautbois
Cor Anglais
Basson
Petite-Clarinette
Clarinette
Clarinette Alto
Clarinette Basse
Saxophone Soprano
Saxophone Alto
Saxophone Tenor
Saxophone Baryton
Cor
Trompette
Trombone
Petite Bugle
Bb Bugle
Alto
Bugle Tenor
Baryton
Contrabasse

Flautin
Flauta
Oboe
Corno-lnglés
Fagot
Requinto
Clarinete
Clarinete Alto
Clarinete-Bajo
Saxofón Soprano
Saxofón Alto
Saxofón Tenor
Saxofón Baríton
Trompa
Trompeta
Trombón
Sopranino
Fliscorno
Onnoven
Baritono
Bombardino
Bajo

 

Una banda musicale, o semplicemente banda, è un'orchestra priva degli strumenti ad arco, formata quindi esclusivamente da fiati e percussioni.

L'assenza degli archi è compensata dall'impiego di strumenti a fiato normalmente estranei all'orchestra sinfonica, come i flicorni, o dall'uso massiccio di strumenti a fiato costruiti in diversi "tagli", come vari tipi di clarinetto e di sassofono.

Ormai il concetto di "banda" come insieme di fiati non professionale, legato quindi alla musica amatoriale, non è più accettabile, merito degli apporti della musica americana e dell'atteggiamento professionale delle nuove generazioni di musicisti a fiato. Si può dunque ormai affermare che esistano due tipologie di orchestra: quella "tradizionale" e quella "per fiati". Del resto, nei conservatori è da molto tempo possibile conseguire il diploma in Strumentazione per banda.

Già nell'antichità esistevano complessi di strumenti a fiato. I Romani li usavano per manifestazioni religiose, militari e civili. Nel Medioevo si formano i primi gruppi musicali simili alla banda, tra i quali il complesso che accompagnava il Carroccio. L'origine della banda, così come è intesa oggi, però, risale al XIV secolo, quando un numero ridotto di suonatori prestava servizio presso le Corti e le Signorie, con compiti artistici e di parata. Nel XVIII secolo la banda era composta da un numero non superiore a diciotto elementi; verso la fine del secolo, vennero perfezionati nuovi strumenti e la bande si distinsero tra quelle cittadine e militari. Fino al 1845 le bande reggimentali erano formate da un ottavino, un quartino in fa, quattro o più clarinettiin do, due fagotti, due oboe, due trombe, un trombone, due corni, un cimbasso, un serpentone, un controfagotto, timpani, batteria turca.

In Francia le bande ebbero un forte impulso e nel 1845 fu accettata una riforma proposta da Adolphe Sax che prevedeva l'inserimento di saxofoni alti, bassi e soprani, e saxcorno acuto. In Italia, invece, fino al 1860 non esistevano bande con l'organico predefinito e solamente lo stato Pontificio possedeva qualche banda che lavorava a tempo pieno, mentre altrove le bande civili suonavano per lo più in occasioni speciali, quali nozze e ricevimenti di sovrani. Nel 1865, in un congresso musicale effettuato a Napoli, venne accolto il progetto di Brahamp che distingueva la bande dalle fanfare. Nel 1901 il maestro Alessandro Vessella, a Roma, portò avanti una riforma che fu accolta favorevolmente anche all'estero e che prevedeva un'unica partitura divisa per gruppi: ancie, ottone chiaro, ottone scuro e percussione. Nei primi decenni del Novecento le bande civili, in Italia, si moltiplicarono.
La tradizione bandistica italiana ha goduto del favore di molti tra i nomi più famosi dell'Ottocento musicale italiano, come Giuseppe Verdi, Amilcare Ponchielli e Pietro Mascagni, autori che hanno ricoperto il ruolo di maestro di banda e hanno composto per banda.

La banda ha avuto un ruolo importante anche nella storia dell'opera, soprattutto a partire dall'Ottocento, talvolta presente sulla scena (La gazza ladra) ma più spesso impiegata come seconda orchestra dietro le quinte, con effetto di musica di scena. All'epoca di Verdi la prassi era di scrivere i passi operistici per banda su due pentagrammi, senza strumentazione. La distribuzione delle parti spettava al maestro di banda.
Ma l'indiscusso merito della lenta trasformazione delle bande italiane va ad Alessandro Vessella (nato ad Alife, Caserta nel 1860), direttore della banda comunale di Roma dal 1885 al 1921, autore di un importantissimo testo di strumentazione e geniale innovatore dell'organico bandistico.

L'evoluzione delle bande musicali è stata anche determinata da quegli autori che hanno dedicato il loro talento artistico principalmente alla scrittura bandistica, come Massimo Boario (Murisengo, 29 settembre 1880 - Torino, 2 agosto 1956) autore di 580 opere. Più recentemente, fra i numerosi musicisti che si sono cimentati nella scrittura per banda troviamo anche compositori colti e anche d'avanguardia come Arnold Schoenberg, Charles Ives, Darius Milhaud, Paul Hindemith, Ralph Vaughan-Williams, Samuel Barber, Gustav Holst e nomi di altrettanto valore ma di inferiore notorietà, quali ad esempio Alfred Reed.
In Italia, sviluppi rilevanti nel modo di concepire la composizione per banda si sono avuti nel corso della seconda metà del Novecento, grazie all'arrivo di un nuovo repertorio, per merito di alcune case editrici olandesi e americane. La maggior parte dei compositori contemporanei di brani originali per banda proviene infatti da questi due paesi, oltre che dal Belgio e dall'Italia. I principali sono o sono stati Alfred Reed, Jan Van der Roost, Hardy Mertens, Roland Kernen, Henk van Lijnschooten, Philip Sparke, Bert Appermont, Jacob de Haan, André Waignein, Otto M. Schwarz. Nel nostro paese ricordiamo, tra gli altri, Ernesto Abbate, Giovanni Orsomando, Salvatore Pucci, Giovanni Ligasacchi, Franco Cesarini, Carlo Pirola, Lorenzo Della Fonte, Lorenzo Pusceddu, Paolo Belloli e Gesualdo Coggi, Salvatore Schembari, Fulvio Creux, Daniele Carnevali, Antonio Rossi, Marco Somadossi. 

 

Il  Flauto

Strumento musicale aerofono, a canna aperta, in legno o in metallo; il suono vi è prodotto da una sottile colonna d'aria che le labbra dell'esecutore mandano a infrangersi contro il bordo di un foro circolare, provocando la vibrazione dell'aria contenuta nel tubo sonoro.

Il flauto è uno strumento a imboccatura laterale, da cui il nome di "flauto traverso", usato fino al xviii sec. per distinguerlo dal flauto diritto. L'aggettivo "traverso" in seguito fu sottinteso, dato l'assoluto predominio dello strumento nella pratica musicale. La variazione di altezza dei suoni si ottiene modificando la forma e la velocità di vibrazione della colonna d'aria, o la lunghezza della canna, per mezzo di una serie di fori disposti lungo lo strumento a conveniente distanza. Il flauto è oggi, di solito, costituito da una canna cilindrica d'argento o metallo argentato di 19 mm di diametro e di 67 cm di lunghezza, smontabile in tre parti. Oltre al foro laterale dell'imboccatura, il flauto è munito di sedici fori e di un sistema di chiavi e di leve che facilitano l'emissione del suono e la diteggiatura. La sua estensione è di tre ottave, da do3 a do6. Il flauto ha due varianti che differiscono solo per le dimensioni: l'ottavino o flauto piccolo e il flauto contralto o flautone, in fa o in sol, le cui rispettive estensioni vanno dal re4 al si bemolle6, e dal sol2 al sol5.

I flauti diritti e i flauti di Pan o siringhe, utilizzano lo stesso sistema di insufflazione dei flauti, ma la colonna d'aria viene diretta sul bordo superiore della canna. Alcuni fori permettono di modificare l'altezza dei suoni dei flauti diritti, mentre nei flauti di Pan la variazione di altezza risulta da canne giustapposte di differente lunghezza.

I flauti a becco o flauti dolci sono muniti di un'imboccatura che facilita l'emissione del suono allo strumentista. Costruiti in legno, sono di forma conica, e posseggono otto fori oltre a quello dell'imboccatura, di cui uno ottaviante senza meccanismo.

La loro estensione comprende solo due ottave, e vengono pertanto costruiti con diverse intonazioni: soprano, tenore, contralto e basso. Le antiche civiltà possedevano tre tipi di flauto, che non furono modificati fino al Rinascimento. Nel xviii sec. cominciarono le aggiunte di chiavi, e l'antico flauto traverso diventò nel 1832, grazie alle invenzioni di Böhm, lo strumento attuale, che sembra aver raggiunto la perfezione. I capolavori della letteratura classica del flauto sono stati scritti per strumenti senza meccanismi, assai simili a quelli usati nei tempi antichi.

Nei registri d'organo, si distinguono principalmente il flauto dolce, il flauto silvestre, il flauto a cuspide, il flauto traverso (8 piedi), il flauto ottaviante (4 piedi), il flauto a camino (4 piedi). I flauti delle tastiere di pedale sono in legno e generalmente aperti; ma alcuni possono essere tappati e in metallo; i flauti delle tastiere manuali sono costruiti sia in metallo sia in legno. Alcuni registri di flauto misurano solo 2 piedi di altezza. Sono anche detti flagioletto-ottavino o quarta di nazardo.

Il  Flicorno

Nome dato a una famiglia di strumenti aerofoni a tubo conico che si ricollegano nelle estensioni acute alla cornetta, in quelle gravi alla tuba.

I principali flicorni sono: il flicorno sopracuto in si bemolle o la; il flicorno sopranino in mi bemolle; il flicorno soprano in si bemolle; il flicorno contralto in mi bemolle, accordato un'ottava più bassa del flicorno sopranino; il flicorno tenore o baritono in si bemolle, accordato un'ottava sotto al flicorno soprano, detto anche bombardino; il flicorno basso-grave in fa e in mi bemolle, detto anche bombardone. I flicorni costituiscono un elemento prezioso nelle bande.

 

Il  Trombone

Strumento musicale a fiato della famiglia degli ottoni, caratterizzato dall'uso della coulisse mediante la quale l'esecutore può allungare o accorciare la colonna d'aria vibrante per modificare l'altezza dei suoni. Trombone a pistoni, trombone nel quale i pistoni sostituiscono la coulisse.

Il trombone è costituito da un tubo cilindrico e ricurvo, che nell'ultimo terzo si allarga, formando il padiglione. Sette posizioni differenti della coulisse permettono di ottenere una scala cromatica di oltre due ottave. Il timbro è nobile e maestoso, di grande potenza, ma suscettibile di sfumature anche dolcissime. La sonorità del trombone può essere modificata mediante l'impiego di vari tipi di sordine. Attualmente sono impiegati in orchestra soprattutto il trombone tenore in si bemolle e il trombone tenor-basso in si bemolle-fa.

 

Il  Corno

Strumento in rame fornito di bocchino, di una lunga canna conica più volte ritorta e di tre pistoni.

Corno inglese, contralto dell'oboe, intonato in fa; le note prodotte risultano una quinta sotto a quelle notate (si ignora l'origine dell'aggettivo "inglese" applicato a tale strumento.)

L'antico corno d'armonia o corno naturale in fa non differiva molto dal corno da caccia in re. Era privo anch'esso di fori e le labbra degli esecutori avevano funzione di ance: attraverso la diversa pressione sul bocchino dividevano la colonna d'aria in 2, 3, ecc. (massimo 16) segmenti vibranti. Veniva così ottenuta una serie di suoni dell'estensione di tre ottave e mezzo, cioè dal suono fondamentale all'armonico 16.

L'innovazione, realizzata nel 1815 da Stölzel, permise di emettere con facilità e precisione tutti i gradi della scala cromatica, attraverso un meccanismo a pistoni, semplificando in tal modo la tecnica dello strumento. Il corno a pistoni, accordato in fa o in si bemolle, fu impiegato in orchestra dal 1865. Verso la fine dell'Ottocento fu realizzato il corno doppio, nel quale mediante l'abbassamento di un pistone è possibile spostare la tonalità d'impianto da fa a si bemolle. Tale strumento è tuttora in uso in tutte le orchestre.

Il  Saxofono

Saxòfono o sassòfono è uno strumento musicale a fiato, in metallo, con tubo conico, ad ancia semplice simile a quella del clarinetto.

Il sassofono fu inventato intorno al 1840 da A. Sax (da cui il nome); viene costruito in sette tipi: sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono, basso e contrabbasso, con estensione di due ottave e una quarta ciascuno. Il sassofono è in grado di produrre tutta la serie dei suoni armonici; ha facilità di emissione, suono intenso nel forte, timbro penetrante e leggermente velato, dal colore caldo e sensuale. Impiegato nelle orchestre sinfoniche per particolari effetti espressivi, è stato valorizzato, per le sue qualità timbriche e tecniche, nelle bande e soprattutto nei complessi jazz.

La  Batteria

Gruppo di strumenti detti "a percussione", che costituisce una delle sezioni che formano l'orchestra. Tamburi, grancassa, tam-tam o gong, piatti, tamburo basco, castagnette, crotali, ecc. producono suoni indeterminati (cioè di altezza non chiaramente definita). Timpani, celesta, xilofoni, campane, ecc. producono invece suoni determinati. Tutti questi strumenti, percossi con bacchette di legno e di metallo o con mazzuoli, servono a sottolineare gli accenti, i ritmi o le cadenze. La batteria tipica del jazz è composta di una grancassa, di una cassa chiara, di uno o due tamburi muti, piatti fissi e piatti sovrapposti azionati da un pedale.

 

Il  Tamburo

Strumento musicale a percussione costruito con una o due membrane tese e fissate a una cassa cava di struttura semisferica o tubolare. Le membrane possono essere percosse direttamente dalle mani o tramite bacchette. La cassa, oltre a permettere alle membrane di essere ben fissate e rimanere tese, funziona anche come risuonatore. Le casse dei tamburi di tipo tubolare possono variare dalla forma cilindrica della grancassa, alla forma a barile di alcuni tamburi indiani e cinesi, alla forma a calice del darabuka, tamburo a membrana singola.

Se la cassa è troppo ristretta per fungere anche da risonatore, come nel tamburello, lo strumento è definito tamburo a cornice. I tamburelli presentano una superficie singola e coppie di dischetti metallici inserite nel supporto ligneo a distanze regolari. Lo strumento può essere agitato senza soluzione di continuità, ottenendo così il caratteristico suono scintillante dato dalla percussione delle coppie di dischetti, oppure semplicemente percosso con il pollice, in modo da ottenere una percussione dei dischetti più lieve, o infine percosso con le nocche.

I tamburi con cassa semisferica e con membrana unica sono invece detti timpani. Questi ultimi vengono generalmente suonati in coppie e possono essere intonati ad altezze prestabilite; questo tipo di tamburi, oltre ai timpani dell'orchestra occidentale, comprendono le naqqara della musica islamica, dalle quali discendono direttamente le naccare diffuse nell'Europa medioevale; e infine la baya, una coppia di tamburi noti come tabla, suonati nell'ambito della musica indiana.

Diffuso nell'India settentrionale e utilizzato nell'ambito della musica classica della regione, lo strumento consiste di due tamburi, il dagga o bayan, a forma di tazza da tè e suonato con la mano sinistra, e il leggermente più alto dayan, suonato con la mano destra.

La cassa del tamburo è costruita generalmente in legno, metallo o terracotta. La membrana, di pelle o di plastica, è fissata alla cassa per mezzo di bottoni, colla, lacci, corde o altro. Nei tamburi a doppia membrana della cultura occidentale, utilizzati sia in orchestra sia nelle bande, come il tamburo tenore e la grancassa, ogni membrana è fissata a due cerchi, i più esterni dei quali sono collegati con delle allacciature che permettono di aumentare la tensione delle membrane.

Nei tamburi di fattura recente, le allacciature sono sostituite da viti per regolare la tensione, situate nella parte superiore del cerchio.

Il tamburo militare ha un certo numero di corde, di budello o metalliche, tese sulla pelle inferiore, che vibrano quando la membrana superiore viene percossa. Il tamburo militare è assimilabile al tambourin, un tamburo a doppia membrana, solitamente suonato insieme al galoubet, piccolo flauto a tre fori nella musica medievale europea. La grancassa della banda militare turca fu introdotta nella musica europea nel corso del XVIII secolo. I bongos e le congas sono tamburi di origine afro-cubana a membrana singola. Il tom-tom è invece un tamburo a membrana doppia originario delle popolazioni dei nativi americani. Una grande varietà di tamburi si trova nella sezione degli strumenti a percussione dell'orchestra occidentale.

I tamburi sono generalmente classificati fra i membranofoni, strumenti forniti di una membrana che messa in movimento tramite sfregamento o percussione produce un suono. Alcuni strumenti denominati tamburi, come i tamburi metallici caraibici (suonati solitamente in gruppi denominati Steel Bands), non possono essere classificati fra i membranofoni, ma rientrano negli idiofoni.

 

I  Piatti

Strumento a percussione costituito da un sottile disco, di solito in bronzo, di forma concava.

Può essere suonato in coppia, percossi uno contro l'altro, oppure singolarmente colpito da bacchette di vario spessore; produce un suono di altezza indeterminata e di durata variabile. I piatti possiedono generalmente un manico di cuoio con cui li si impugna; nell'ambito della musica leggera sono di solito retti da un sostegno e suonati con l'ausilio di un pedale che consente di percuoterli meccanicamente, oppure utilizzando bacchette o spazzole di diversa durezza e dimensione. La presenza dei piatti, usati nelle cerimonie religiose sin dall'antichità, è documentata in Europa almeno dal periodo medievale. Nel corso del XVIII secolo la loro notorietà crebbe sulla scia della moda della musica militare turca, e in seguito entrarono a far parte stabilmente dell'orchestra. La costruzione dei piatti è divenuta tradizionale appannaggio della Turchia e della Cina. Questi strumenti si differenziarono soprattutto per le dimensioni della cupola centrale, che può essere molto pronunciata o appena accennata. Nell'antichità erano diffusi anche dei piccoli piatti digitali (cimbali) che producevano un suono assai simile a quello di una campanella.

 

La  Grancassa

Strumento a percussione, a suono indeterminato, formato da una cassa cilindrica di legno alle cui estremità sono poste due membrane in pelle di montone mantenute in tensione per mezzo di tiranti a vite. (Su una delle due facce sono tese trasversalmente due corde di minugia che, vibrando, ne ravvivano la risonanza.)

La grancassa si suona con apposita mazza a semplice o doppia testa sferica, ricoperta di feltro, sughero o pelle, o anche, per ottenere particolari effetti, con le bacchette da timpano; viene appoggiata sopra un cavalletto o, nelle bande, sospesa per mezzo di due cinghie alle spalle dell'esecutore, che può così suonarla camminando.

Il  Triangolo

Strumento a percussione di altezza indeterminata. Consiste in una sbarretta d'acciaio piegata a forma di triangolo. È appeso a una corda e viene percosso con una bacchetta anch'essa di metallo.

Il triangolo è conosciuto in Europa già nel XIV secolo, e fino all'Ottocento fu spesso suonato insieme alle campanelle. Il triangolo fece la sua comparsa in orchestra nel corso del XVIII secolo grazie alla moda per la musica militare turca che imperversava in quel periodo. È uno strumento regolarmente utilizzato nella musica popolare cajun. Franz Liszt ha inserito un assolo per triangolo nel suo primo concerto per pianoforte del 1849.

 

I  Timpani

Strumenti a percussione ad altezza determinata. I timpani sono gli strumenti a percussione più importanti dell’orchestra. Parti obbligate per i timpani fecero la loro apparizione nelle partitura orchestrale alla metà del XVII secolo. Nell’orchestra classica erano utilizzati generalmente due timpani, intonati rispettivamente in relazione alla tonica e alla dominante (il primo e il quinto grado della scala); un terzo timpano fu aggiunto nel corso del XIX secolo. Le orchestre odierne ne impiegano generalmente quattro, anche se numerose composizioni ne esigono cinque: spesso è richiesto ai percussionisti di suonare più di un timpano alla volta (come nel caso della Sagra della Primavera di Stravinskij, 1913).

Un altro tipo di tamburo a suono determinato presente in orchestra è il roto-tom, sviluppato a partire dal tom-tom, uno strumento che produce un suono determinato ruotando la parte superiore del tamburo.

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